
La società occidentale contemporanea ha perso la consapevolezza dell'importanza dell'ascolto, privilegiando la percezione visiva.
Ha promosso lo sviluppo di strumenti visivi indebolendo e svalutando il valore formativo dell'ascolto.
In una società che tende all'omologazione, nonché globalizzazione la riscoperta di un ascolto consapevole rappresenta una via per ridare un senso all'esistenza umana e alla profondità dell'esperienza umana.
Una delle difficoltà, nonché disagio espresso dagli individui è racchiuso nella seguente affermazione: "non si ascolta più ".
Sentire non significa ascoltare: il termine sentire è riconducibile alla percezione dei suoni attraverso l'apparato uditivo, dunque è un atto passivo.
Ascoltare è, invece, un'azione intenzionale che implica una scelta sia intellettuale che emotiva, attiva un processo psicologico che trasforma i dati percepiti in emozioni e conoscenze.
Secondo il filosofo Gadamer, tornare ad ascoltare è l'unica condizione per stabilire relazioni autentiche, questo implica cogliere la persona nella sua totalità superando le apparenze per percepire la profondità emotiva dell'altro.
Con questa modalità si instaura una dinamica relazionale tra noi, l'altro e il mondo, capace di aprire la strada all'ascolto profondo.
La capacità di ascolto non è una disposizione innata data solo ad alcuni, ma è un'arte che s'impara con molta fatica. Tutti possiamo imparare ad ascoltare!
Affinare la capacità di ascolto significa sviluppare un atteggiamento di attenzione profonda verso il mondo e verso l'altro, promuovendo sensibilità, immaginazione e consapevolezza facendo riferimento a valori interiorizzati.
Imparare ad ascoltare è una prerogativa essenziale per la crescita/trasformazione della persona e delle sue relazioni significative (coppia, genitoriali ecc).
Dunque ascoltare implica: partecipazione- interpretazione-trasformazione: è un atto emotivo.
È un'esperienza che ci riconduce al nostro essere presenti nel mondo e ci sollecita ad uscire dalle "gabbie rigide del pensiero" per riappropiarci di una presenza autentica e viva.
Viktor Frankl, fondatore della logoterapia, ritiene che l'ascolto terapeutico sia la condizione per condurre l'individuo a riaffermare la propria dignità, nonché responsabilità.
Dott.ssa Giovanna Franceschini
Psicologa Psicoterapeuta, specializzata in Terapia Breve Strategica a Marina di Carrara
Psicologa Psicoterapeuta, specializzata in Terapia Breve Strategica
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Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Liguria col n. 07 1746